Giovani di AC a Roma: protagonisti di 150 anni di storia

È dai giovani che nasce l’Azione Cattolica.
Giovani visionari, coraggiosi, con un Fede viva come Mario Fani e Giovanni Acquaderni. Ma anche da giovani come Attilio Ambrosini, i fratelli Giacomo e Francesco Bersani, i fratelli Tommaso e Salvatore Marola, Camillo Boreani, Gaetano Giulio Lepri, giovani mossi dalla stessa Fede, dalla stessa amicizia, dallo stesso desiderio di restare uniti e servire la Chiesa sotto il motto di «Preghiera, Azione, Sacrificio».
Questi sono i nomi dei giovani fondatori del primo Circolo di Roma della Società della Gioventù Cattolica Italiana (SGCI), quella che poi nel tempo sarebbe diventata l’Azione Cattolica.


Il circolo studentesco di AC "Angelo Mai"in una foto degli anni '20
(Archvio della Presidenza diocesana di Azione Cattolica di Roma)

E la storia dell’AC della nostra diocesi, che quest’anno compie 150 anni, ha sempre visto una forte presenza dei giovani.
Dopo quel primo circolo (il Circolo San Pietro fondato il 28 aprile 1869 e aggregato alla SGCI il 30 maggio) sono sorti a Roma tanti altri circoli giovanili. Il desiderio che muoveva questi giovani era quello di servireil Papa e la Chiesa eprofessare liberamente laloro fede, in un momento di forti contrapposizioni tra credenti e anticlericali.

La SGCI diventerà poi lo GIAC, Gioventù Italiana di Azione Cattolica; nel 1920 arriva a Roma anche la Gioventù Femminile (GF). Dagli anni ’30 agli anni ’50 non ci sarà una parrocchia di Roma senza la GIAC e la GF, in tempi in cui ancora non si parlava di “pastorale giovanile” e tuttavia i giovani erano il motore della vita della Chiesa e della città; dalla GIAC romana infatti usciranno tanti consiglieri comunali, sindaci e parlamentari ma anche tanti sacerdoti.
Sarà per difendere la GIAC dagli attacchi squadristi dei fascisti che Pio XII esprimerà la condanna del fascismo nel 1931, dopo che proprio da Roma era iniziata la chiusura dei circoli giovanili cattolici imposta da Mussolini. E dalla GIAC e dalla FUCI di Roma passerà la formazione di molti protagonisti della ricostruzione del Paese dopo la guerra.

Arriviamo così agli anni ’60, un periodo di grandi cambiamenti sociali - con la contestazione studentesca - ed ecclesiali - con il Concilio Vaticano II. È in questo periodo che troviamo come delegato diocesano per gli studenti a Roma il nostro presidente Sergio Mattarella. In questo stesso periodo è assistente della GIAC don Luigi Di Liegro, futuro fondatore della Caritas diocesana di Roma, e don Aldo Zega, due campioni di pastorale giovanile che reinventano il modo di fare catechesi ai giovani, attraverso due idee fortemente innovative per l’epoca: creare una collaborazione tra il ramo maschile e il ramo femminile e puntaresulla pastorale d’ambiente, affinché ogni giovane si senta responsabile della scuola, dell’università, del lavoro, della sua famiglia.

Idee che, dopo la riforma degli Statuti del 1970, troviamo ancora oggi nei percorsi formativi del Settore Giovani.

Noi Giovanissimi e Giovani di oggi siamo dunque eredi di una lunga e bella storia, che vogliamo portare avanti con responsabilità e la consapevolezza che come quei giovani di 150 anni fa, anche noi abbiamo molto da dare alla Chiesa di Roma e a questa città.

Festeggiamo insieme questa storia! L’11 maggio con tutta l’AC di Roma e il card. Vicario don Angelo nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

Vi aspettiamo!

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