Attività

Ama, canta e cammina - sintesi e conclusione momento del settore giovani

Secondo incontro di formazione unitario "Ama, canta e cammina"

Sintesi e conclusioni momento del Settore Giovani

Carissimi responsabili ed educatori del settore giovani dell'Ac di Roma, vivere dei momenti come l'incontro di formazione insieme a voi è sempre una gioia e un privilegio. Proprio per non perdere la bellezza di questi momenti, come al solito, proviamo a scrivervi quanto di bello ci siamo detti e le conclusioni che le vostre riflessioni hanno stimolato.

Dopo essere stati introdotti dai nostri assistenti sul tema dell'incontro tramite il brano evangelico dei discepoli di Emmaus, un brano che viene definito "catechesi eucaristica", perché sembra quasi ricalcare i vari momenti della messa, e dopo gli interessantissimi spunti tratti dal discorso 235 di Agostino di Ippona, come Settore Giovani abbiamo voluto proseguire la riflessione partendo dal decreto conciliare  Apostolicam Actuositatem (in seguito AA) e dal Progetto formativo dell' ACI Perché sia formato Cristo in voi (in seguito PF). Due importanti strumenti che possono indirizzare il nostro cammino.

Come spesso vi ripetiamo, non possediamo la verità, ma come voi e con voi percorriamo le strade belle e, perché no, a volte faticose di questo tempo.  Allo stesso tempo, vogliamo prenderci cura di ciascuno di voi cercando di non farvi sentire soli nel servizio gratuito che con letizia e generosità d'animo offrite alle vostre comunità parrocchiali e quindi a tutta la Chiesa di Roma.

Partiamo dall'AA 12 che rivolgendosi ai giovani dice che devono esercitare l'apostolato "da loro stessi fra loro". La nostra missione e la nostra chiamata di servire la chiesa in quanto laici di Ac, si racchiude tutta in questa espressione. Chi, quando, dove, cosa?

Noi, oggi, tra noi e i nostri coetanei, dobbiamo portare la gioia della risurrezione. Siamo chiamati, come ricorda il PF, a vivere a immagine del risorto, a essere il suo volto bello nella Chiesa e nella società. Per far questo è importante ricordare che il progetto formativo è il progetto di una associazione in cammino e che quindi bisogna essere il più possibile elastici, bisogna sempre trovare nuovi modi per essere apostoli, senza però perdere la nostra identità. Il centro del nostro vivere la chiamata di laici deve essere (come sappiamo bene) La Parola. Deve esserlo  per noi e per i giovani e i giovanissimi che ci sono stati affidati. Allora ogni nostro gesto è bene che si ispiri a quel ciclo presente nei sussidi, quasi a ricordarci di dover essere in continua conversione: dalla vita alla Parola, dalla Parola alla vita.

La vita e la Parola non devono essere mai separate! <<Signore dacci sempre di questo pane>> (Gv 6, 34)

Come educatori incontriamo poi tante difficoltà. Anche riconoscere Cristo nell'altro è una sfida! Ma la risposta alla domanda "chi è l'altro e il lontano?" è più semplice di quello che pensiamo. Il lontano è il giovanissimo preoccupato per l'interrogazione di inglese o il giovane un po' agitato per una decisione importante; il collega al lavoro che ci chiede cose riguardanti la Chiesa perché sa che possiamo dargli una risposta non improvvisata o l'amico all'università che prova stima per il nostro essere coerenti. Il lontano, insomma, è più vicino di quanto immaginiamo e non aspetta altro che gli portiamo con il nostro stile la bellezza della fede. Portare la fede agli altri significa quindi interessarci di loro, della loro vita, della loro storia. Dobbiamo far trasparire la nostra curiosità, il nostro interesse verso l'altro perché questo possa permetterci di aiutarlo e di tessere una relazione autentica che permetta di "diventare grandi insieme".

Affinché l'altro ci riconosca come apostoli è necessario portare la nostra idea, sicuramente senza essere petulanti, ma allo stesso tempo senza aver paura di manifestare la nostra identità. Gli altri devono poter dare un nome allo stile con cui abbiamo scelto di abitare il mondo. Certo, l'essere di Ac passa attraverso di noi, ma non è bene, come spesso ci ripete il nostro Presidente diocesano Rosa Calabria "fare spallucce".

La nostra associazione ha formato tante generazioni, ha visto molti dare la vita per la Chiesa e per il Paese, è una storia che passa per la gioia dei bambini e dei ragazzi e arriva all' esperienza degli adulti passando per l'entusiasmo dei giovani. Noi non dobbiamo essere "distributori di tessere" ma non dire di essere di Ac è come presentarsi ad una persona senza dire il proprio nome: questa ci apprezzerà o meno, ma non potrà ritrovarci per frequentarci o criticarci perché non sa chi siamo, non conosce la nostra identità (parola su cui Papa Francesco torna spesso).

Anche nelle situazioni più difficili, anzi soprattutto in queste (pensiamo all'eterogeneità di gruppi e movimenti nelle parrocchie, ricchezza che spesso non viene apprezzata) dobbiamo essere orgogliosi del nostro "nome". A tal proposito, vogliamo ricordare le parole di Vittorio Bachelet durante il suo discorso di chiusura dell'assemblea del 1973: "E questa è la grande cosa. Perché noi serviamo l'Ac non poi perché ci interessa fare grande l'Ac, noi serviamo l'Ac perché ci interessa di rendere nella Chiesa il servizio che c’è chiesto per tutti i fratelli. E questa credo sia la cosa veramente importante". Un servizio che deve permettere a tutti di avvicinarsi a Cristo, un servizio che ci vede impegnati a onorare la scelta religiosa ispirata dal Concilio vaticano II, che se da un lato e giustamente ha voluto fortemente la fine del collateralismo (cioè l'Ac non indirizza più a votare un partito piuttosto che un altro così come è prevista l'incompatibilità degli incarichi associativi con quelli politici) allo stesso tempo non ci ha costretti in "sacrestia" ma ci chiede di continuare a formare persone appassionate di bene comune, di essere il ponte tra la società e la politica. Se l'Ac smettesse di fare questo verrebbe meno alla sua vocazione. Formare le coscienze dei giovani e dei giovanissimi è forse una sfida dura e impegnativa, ma è una sfida che insieme a tutta la Chiesa vogliamo accogliere.

Questo è solo uno dei tanti modi con cui faremo innamorare gli altri della fede, in primis i giovanissimi e i giovani che ci sono stati affidati. Saremo capaci di fare questo quando riusciremo a trasmettere la passione nel rendere belle le cose, quando manifesteremo la vita e la gioia della misericordia di un Dio che è padre, nel momento in cui non rinunceremo ad avere alti ideali, ma soprattutto quando gli altri vedranno che, come nelle prime comunità cristiane "gareggiamo nello stimarci a vicenda".

Vi salutiamo con affetto e vi lasciamo in allegato all'articolo il materiale utilizzato durante l'incontro.

L'equipé diocesana del Settore Giovani

 

Le ragioni della nostra gioia - sintesi e materiali del momento di formazione del settore giovani

Ciao educatori e responsabili!

Vi proponiamo una sintesi di quanto fatto al primo incontro di formazione unitario! Cogliamo anche l’occasione per ringraziare tutti e ciascuno per la preziosa presenza!!! In questi mesi non sapete quanta “bellezza” abbiamo ricevuto da ciascuno di voi e quante occasioni di crescita personale abbiamo avuto per ogni volto incontrato, per questo siamo grati al Signore. Ecco il brano tratto dall’ E. G. che vi abbiamo proposto al termine della nostra formazione e che vi alleghiamo per intero tra i documenti (evangeliigaudium_84_85_86):

Ma «è proprio a partire dall’esperienza di questo deserto, da questo vuoto, che possiamo nuovamente scoprire la gioia di credere, la sua importanza vitale per noi, uomini e donne. Nel deserto si torna a scoprire il valore di ciò che è essenziale per vivere; così nel mondo contemporaneo sono innumerevoli i segni, spesso manifestati in forma implicita o negativa, della sete di Dio, del senso ultimo della vita. E nel deserto c’è bisogno soprattutto di persone di fede che, con la loro stessa vita, indichino la via verso la Terra promessa e così tengono viva la speranza.

Quante volte, nel relazionarci con i giovani e i giovanissimi dei nostri gruppi, ci sentiamo scoraggiati, incontriamo tante difficoltà e abbiamo la tentazione di mollare tutto…Sono emerse, nel primo momento dell’incontro di settore, tante difficoltà, molte delle quali comuni, che nascono dal nostro essere educatori. Attenzione, come dicevamo a non scoraggiarci! Durante l’incontro sono emerse tante possibili soluzioni e tanti punti di forza, radici ben salde dalle quali ripartire! Le trovate raggruppate nell’allegato Difficoltà_soluzioni_punti di forza.

È proprio dalle nostre radici che parte la vera gioia! Ricordiamo sempre che:

l’educatore è anzitutto un testimone: della fede che comunica, della Chiesa di cui è parte, dell’ associazione cui aderisce[…]

Ha compiuto un personale cammino di fede e ha operato particolari scelte di vita […]

Sta in ascolto dello Spirito, perché crede che sia Lui il regista dell’azione educativa[…]

È capace di relazioni discrete e propositive: discrete perché non si sostituisce allo Spirito e alla responsabilità di chi deve compiere le proprie scelte di maturità; propositive, perché la libertà delle persone è suscitata anche dal fascino di stili di vita belli e attraenti e al tempo stesso indicati come possibili dalla testimonianza di chi ha già compiuto una parte di cammino;

ha scelto il servizio educativo non come impegno fra i tanti, ma come un’esperienza che coinvolge in maniera forte la sua vita […] Educare è un’esperienza affascinante e grande[…]”

Il responsabile è colui che “ conosce e vive con convinzione il carisma dell’Ac; […] è capace di tessere continui rapporti di comunione con tutti;[…] pone attenzione a tutti gli aspetti concreti della vita associativa;[…] conosce il valore di comunione e di scelta democratica e aiuta a viverla in modo alto, in tutto il suo significato”

Al responsabile spetta il compito di “ prendersi cura di tutta la vita associativa: garantendo la qualità di essa, egli garantisce la prima condizione della formazione. Infatti, dove non c’è una buona vita associativa, manca una delle opportunità formative essenziali […] ha cura di suscitare vocazioni educative e di promuovere tutti quei luoghi collegiali, che favoriscono il dialogo tra gli educatori e consentono un’azione educativa pensata e condivisa[…]”

(Azione Cattolica Italiana. Progetto formativo, Perché sia formato cristo in voi.)

Cari educatori e responsabili, “non lasciamoci rubare la speranza!” Ricordate sempre che non siete soli, noi siamo sempre al vostro fianco, pronti ad aiutarci gli uni con gli altri, è questa la forza dell’Azione Cattolica: si cresce insieme e nessuno resta solo! Noi dell’ equipe diocesana non possediamo la verità assoluta, ma come voi viviamo le nostre realtà parrocchiali, ci relazioniamo con i giovanissimi e i giovani, con i parroci, con le altre realtà ecclesiali. Grazie alla vostra fiducia e alla vostra disponibilità, continuamente riusciamo a confrontarci con tutti voi tramite i vostri responsabili parrocchiali, per questo ci permettiamo di darvi dei piccoli suggerimenti che trovate nell’allegato consigli.

Un abbraccio l’equipe diocesana per il settore giovani

Nuove magliette per il Settore Giovani!

Carissimi responsabili, giovani e giovanissimi,
non stiamo più nella pelle, dobbiamo proprio dirvelo...
Finalmente sono arrivate le bellissime magliette del Settore Giovani di Ac della diocesi di Roma, con il logo nuovo di zecca che avete disegnato voi lo scorso anno!!
Questa t-shirt non è un indumento qualunque, è identitàvoglia di condividere uno stile di vita, scelta di esserci, di essere parte di qualcosa di grande.
Abbiamo scelto una frase di Papa Francesco che ci sembra rappresenti un meraviglioso consiglio spirituale da dare, da darci: «Impara dalla meraviglia, coltiva lo stupore. Vivi, ama, sogna, credi».
Insomma siamo felicissimi di potervele presentare, così felici che, come equipe, abbiamo pensato di rendervi le cose ancora più sempliciVoi ordinate le magliette per i giovani della vostra associazione e noi ve le portiamo in parrocchia! Vogliamo sia un'occasione in cui giovani e giovanissimi, educatori e non, possano incontrare l'èquipe diocesana del settore giovani e conoscersi.

In allegato troverete la locandina dell'iniziativa "Le nuove magliette. La tua parrocchia le ordina...l'èquipe diocesana te le porta!". Troverete anche il modulo per ordinare le magliette con tutti i dettagli.

Dai...non farti aspettare!

A prestissimo,

Caterina, Luciano, Don Michele e l'Equipe diocesana

 

GMG Cracovia 2016 - Ready to Go! (aggiornamento 30/10/2015)

Cari giovani e giovanissimi, con il cuore ancora pieno di gioia per l’esperienza vissuta a Rio de Janeiro sulla spiaggia di Copacabana durante la GMG del 2013, siamo pronti a partire per la prossima GMG che, come sicuramente saprete, si svolgerà nella città polacca di Cracovia la prossima Estate.

Progetto Caritas - Giovani di AC Roma

Il Settore Giovani propone alle parrocchie un percorso di 4 incontri per educare alla carità dedicato ai giovanissimi. Qui tutte le info per aderire al progetto.

Campo Estivo Giovanissimi Diocesano

Questa estate vi aspettiamo al campo estivo per giovanissimi dai 14 ai 18 anni! Dal 12 al 14 Luglio 2013 ospitati nella Domus Unitatis, una casa dell'Azione Cattolica che si trova a Grottaferrata (RM). Il campo è rivolto: ai gruppi che per basse adesoni non riescono ad organizzare un campo parrocchiale; ai gruppi che vogliono far vivere un'esperienza Diocesana ai propri ragazzi e a quei gruppi parrocchiali che si vogliono avvicinare all'Azione Cattolica.

Fatece largo che passamo noi!

Ogni anno alcuni ragazzi vengono strappati all'ACR, prelevati brutalmente dalle mani dei loro (ex) educatori e chiamati a vivere un'avventura più grande. È il cammino dell'AC, che non si esaurisce solo con la R, ma passa a G, ovvero ai Giovanissimi di Azione Cattolica, chiamati ad essere ancora più protagonisti della loro vita e della loro fede!

Party on the beACh

La Festa di fine anno dei Giovani e Giovanissimi di AC quest'anno è onthebeACh!

Sulle orme di Pier Giorgio. Sentieri Frassati nel Lazio 2013

Anche quest'anno l'AC del Lazio ci invita a percorrere i sentieri del CAI dedicati al nostro Pier Giorgio Frassati sui monti Simbruini.
"Ogni giorno m'innamoro sempre più delle montagne e vorrei, se i miei studi me lo permettessero, passare intere giornate sui monti a contemplare in quell'aria pura la Grandezza del Creatore"

E GIOIA SIA! -Percorso giovani 2017/2018

Un invito per i giovani della Diocesi dai 18 a 30 anni!