Cultura e Società: Docenti universitari nelle parrocchie al servizio del laicato

La richiesta è emersa in occasione del Forum degli atenei cattolici e pontifici, sabato 16 novembre, alla Lateranense. L’altra sfida, far tornare l’insegnamento della teologia nelle università Statali.

Docenti universitari nelle parrocchie romane per formare i laici e teologia come disciplina di studio anche negli atenei statali. Queste le richieste emerse, sabato 16 novembre, alla Lateranense durante il primo Forum delle università cattoliche e pontificie capitoline su «Comunicare la fede a Roma». L’incontro è stato promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, su richiesta delle Conferenze dei rettori degli atenei laziali pubblici e privati (Crul) e dei rettori delle università pontificie romane (Crupr), in occasione dell’Anno della Fede.

Dodici università pubbliche, tre cattoliche, sette atenei pontifici, 35 centri di ricerca, università straniere, conservatori di musica, l’accademia di belle arti, 17 istituti di studi superiori, 4 istituti superiori di scienze religiose: una pluralità di istituzioni accademiche romane, in particolare cattoliche e pontificie, verso cui la Chiesa di Roma ha molte attese. Iniziando dalle parrocchie, dove «le famiglie - afferma don Demetrio Quattrone, parroco di San Vigilio - chiedono uno scambio maggiore con le università con proposte per orientare i giovani alle scelte lavorative e di vita, farli uscire dalla crisi etica e dall’emergenza educativa».

«Una crisi antropologica che - aggiunge Luisa Manna del Censis - si infila dappertutto, anche nei luoghi di fede, ma che sta aprendo faglie nel nichilismo. Lasciando un vuoto che spaventa si riscopre la spiritualità, però si rischia di essere sedotti da falsi profeti. Le università cattoliche hanno un ruolo importante, soprattutto sul linguaggio: gli intellettuali possono rappresentare dei mediatori culturali tra il grande messaggio cristiano e il linguaggio schematico di oggi», problematizzando «le formule che riempiono di stereotipi i temi più delicati». «Docenti universitari andate nelle parrocchie - chiede Benedetto Coccia, segretario del Consiglio Pastorale diocesano - per affrontare in maniera semplice e convincente tematiche di cui il nostro laicato ha un bisogno urgente», perché è necessaria «una più incisiva presenza culturale della Chiesa a Roma nella cultura diffusa, nel comune sentire».

Ma di fronte «al processo in corso che mina i concetti fondamentali della nostra società», come quello di genitori o di famiglia, «i laici cristiani devono saper dire la loro, assumersi la responsabilità in prima persona di una presenza significativa nella società. Questo richiede un laicato formato e consapevole», per il quale gli atenei cattolici e pontifici sono «una risorsa». «Servizio alla carità», lo definisce Giuseppe Della Torre, rettore della Lumsa, declinandolo anche in «corsi di deontologia contro il deficit etico», accoglienza degli studenti stranieri e dei docenti universitari «che vengono dal Sud Italia con problemi economici, abitativi». «L’altra grande sfida - insiste monsignor Luis Romera, rettore della Santa Croce, «è l’insegnamento della teologia», interrotto in Italia dal 1870 a differenza di altri paesi come la Germania.

«Favorire la frequenza degli studenti ai corsi di teologia delle università pontificie. Oppure la possibilità offerta dal primo decreto ministeriale che considera la collaborazione tra Crul e Crupr: 10 borse da 10.000 euro per dottorati di ricerca per le università pubbliche e pontificie, in scadenza il 24 aprile». «Inserire la teologia, pilastro della nostra cultura, accanto ai classici, senza che diventi un’imposizione per i nostri studenti», avverte Franco Anelli, rettore della Cattolica. «Sull’insegnamento della teologia nelle università cattoliche nel mondo stiamo preparando alcuni orientamenti», annuncia il vescovo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’Educazione cattolica, insieme con il I Forum internazionale sulle università cattoliche previsto a Parigi nel 2015 e il prossimo 12 febbraio, «nell’assemblea plenaria dei cardinali un forum sull’insegnamento scolastico e universitario oggi nel mondo, aperto per la prima volta ai rettori degli atenei pontifici e cattolici, con la presentazione di un sondaggio mondiale sugli studenti in entrata e in uscita dall’università».

«Gli atenei cattolici e pontifici – conclude i lavori il vescovo Lorenzo Leuzzi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria - possono formare una rete, diventando il laboratorio per l’incontro tra saperi teologici e profani e luoghi privilegiati per la sperimentazione della pastorale universitaria». Infine, l’annuncio dell’XI Simposio internazionale dei docenti universitari a Roma, dal 2 a 4 ottobre 2014, che «sarà uno degli eventi del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea».

 

FONTE: romasette.it

http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=11449&keywords=cultura+societ%E0

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