{"id":2919,"date":"2024-10-08T18:15:53","date_gmt":"2024-10-08T16:15:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/?p=2919"},"modified":"2024-12-09T13:59:44","modified_gmt":"2024-12-09T12:59:44","slug":"dove-la-gioia-non-avra-misura-e-fine-verso-lalto-con-pier-giorgio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/dove-la-gioia-non-avra-misura-e-fine-verso-lalto-con-pier-giorgio\/","title":{"rendered":"Dove la gioia non avr\u00e0 misura e fine. Verso l&#8217;alto con Pier Giorgio"},"content":{"rendered":"\n<p>Pubblichiamo il contributo che Pierluigi Vito ha proposto al Campo adulti del 20-22 settembre 2024 raccontando in immagini e parole la vita di Pier Giorgio Frassati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Dove la gioia non avr\u00e0 misura e fine. Verso l\u2019alto con Pier Giorgio\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/PJljLaOnEwc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Playlist di una selezione di video sulla figura di Frassati: <a href=\"https:\/\/youtube.com\/playlist?list=PL06kQTdwAJoKiPL3E5SoJXLWy0rCcP-wt&amp;si=mYvKVC4M9gbQGPDk\">https:\/\/youtube.com\/playlist?list=PL06kQTdwAJoKiPL3E5SoJXLWy0rCcP-wt&amp;si=mYvKVC4M9gbQGPDk<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Testo del contributo : \u201cDove la gioia non avr\u00e0 misura e fine\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A Pollone c\u2019\u00e8 il cielo. Bella forza, direte voi. S\u00ec, ma il punto \u00e8 che il cielo che c\u2019\u00e8 a Pollone a Torino non si vede. Sul clivo della Burcina, poi, si pu\u00f2 scorgere lungo l\u2019orizzonte, dove la piana si lega alla volta celeste, come in citt\u00e0 non si riesce nemmeno a immaginare.<br>Lo sa bene Pier Giorgio, che ama ogni singolo giorno che riesce a trascorrere con i suoi nella villa di famiglia &#8211; del ramo materno &#8211; per respirare l\u2019aria buona. Ma ancora meglio \u00e8 quella che trovi se continui a salire. Magari fino ai 1160 metri del Santuario d\u2019Oropa: ci vogliono circa 2 ore e 20 di cammino da Pollone, ma se sei pratico qualche scorciatoia la trovi. E quando arrivi ti aspetta la messa, la comunione, l\u2019incontro col Signore.<br>Ma il Signore lo puoi trovare anche pi\u00f9 su: da Oropa parte la strada del Tracciolino, che ti porta alla cascina Deirra, poi la Cascina Giassetti e zigzagando sul filo della cresta arrivi a un poggio, a quasi 2000 metri, che ti apre ancor di pi\u00f9 gli occhi e il cuore. E oggi quel poggio, porta il nome di Pier Giorgio.<br>\u00c8 quasi il coronamento di una storia d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><br>\u201cOgni giorno che passa mi innamoro sempre pi\u00f9 della montagna; il suo fascino mi attira. Io capisco<br>questo desiderio di sole, di salire su, in alto, di andare a trovare Dio in vetta. Oh, come le opere di<br>Dio sono grandi e meravigliose! Vorrei passare intere giornate sui monti<br>a contemplare in quell\u2019aria pura la Grandezza del Creatore.\u201d<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><br>Cos\u00ec scriveva il giovane delle otto beatitudini. Ma gli starebbe bene anche il soprannome di Giovane del Tabor. Come nell\u2019episodio evangelico della Trasfigurazione, Pier Giorgio sa che seppure sul monte incontri Dio, nel suo<br>splendore, nella sua magnificenza, la vita ti aspetta a valle.<br>E a valle c\u2019era la sua famiglia, rigorosa e sabauda, verrebbe da dire. A casa si respirava un clima da caserma, per l\u2019educazione rigida impartita dai genitori Alfredo e Adelaide: pensate che a tavola, specie al pranzo della domenica, capitava che ai figli venisse imposto di tenere delle monete sotto le ascelle per assumere una postura statuaria. Non era solo Pier Giorgio, c\u2019era la sorella Luciana con cui condividere le giornate: nata l\u2019anno dopo (a Pollone, beata lei!), compagna di giochi (ma pure antagonista degli immancabili litigi da bambini) e testimone delle stranezze del fratello, fin da piccolo.<br>Come la volta che una donna si present\u00f2 alla porta della loro casa a chiedere l\u2019elemosina. In braccio aveva un bambino scalzo. Lo slancio di Pier Giorgio fu immediato: si lev\u00f2 le scarpe, poi le calze e in fretta e furia diede tutto alla donna dicendo di non dire niente a nessuno e chiuse la porta.<\/p>\n\n\n\n<p>I poveri, gi\u00e0. A Torino non mancavano. La capitale declassata del Regno d\u2019Italia stava trovando un\u2019occasione di riscatto nella grande epopea industriale del \u2018900.<br>Era appena nata la Fiat e tante altre fabbriche seguiranno, con tutte le contraddizioni del caso: perch\u00e9 di lavoro non ce n\u2019\u00e8 per tutti; e che succede se lo perdi o peggio se ti infortuni mentre sei intento a lavorare? E cosa accade alle vedove e agli orfani di chi muore in fabbrica?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un mondo che pare distante dalla famiglia Frassati: pap\u00e0 Alfredo \u00e8 rampollo della borghesia torinese e ha saputo mettere a frutto doti personali e condizioni di partenza. Insieme alla nascita dei figli, negli stessi anni diventa direttore e unico proprietario del quotidiano La Stampa. Nel 1913 viene nominato Senatore del Regno, nel 1920 rifiuta la proposta di Giolitti di entrare nel suo nuovo governo, ma accetta la nomina di ambasciatore a Berlino. Ci resta due anni: appena arriva al potere Mussolini, con la Marcia su Roma, Frassati d\u00e0 le dimissioni.Anche la mamma Adelaide, che \u00e8 una cugina di suo marito, non tollera il nuovo regime: dotata pittrice, partecipa con le sue opere ad esposizioni nazionali. Ma con l\u2019avvento del fascismo decide di non aderire pi\u00f9 a manifestazioni pubbliche.<br>Buon sangue non mente, e anche a Pier Giorgio queste camicie nere non andranno per niente a genio. La sua ostilit\u00e0 non \u00e8 solo politica, ma anche evangelica. <\/p>\n\n\n\n<p>La religione, in casa Frassati, \u00e8 cosa da donne. Il padre non ha a che<br>fare con Dio, ci pensano allora la mamma e pi\u00f9 ancora la nonna materna, Linda, a indirizzarlo sul cammino di fede. La comunione la fa il 19 giugno del 1911, la cresima il 10 giugno 1915. <br>Attenzione a questa data. L\u2019Italia \u00e8 in guerra contro l\u2019Austria-Ungheria da poco pi\u00f9 di due settimane. Il padre, da buon giolittiano, si \u00e8 schierato per il non intervento, e Pier Giorgio condivide l\u2019avversione per il conflitto: cerca la strada per rendersi utile in tempi di tanta sofferenza e decide di inviare i suoi risparmi alle famiglie dei feriti e dei caduti. Narra la sorella Luciana che parlando con una cameriera di casa, che aveva perso un fratello al fronte, domand\u00f2: \u00abNatalina, lei non darebbe la vita per fare cessare la guerra?\u00bb e al diniego della donna lui rispose: \u00abIo s\u00ec che la darei, anche subito!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Credeva nell\u2019amicizia tra i popoli Pier Giorgio; ed \u00e8 naturale per un alpinista. Chi va in montagna vede nelle persone che lo accompagnano, e in quelle che incontra, dei fratelli che sopportano la stessa fatica, che condividono la stessa bellezza, che gustano la medesima grazia.<br>Voleva farsi compagno di strada Pier Giorgio, per questo la sua biografia ci parla di un ragazzo indaffarato in un mare di impegni e iscritto in molteplici associazioni. Tanto per citarne alcune: l\u2019apostolato della Preghiera; la compagnia del Santissimo Sacramento; la Societ\u00e0 di San Vincenzo De\u2019 Paoli; il Terz\u2019Ordine<br>domenicano; la Giovent\u00f9 di Azione Cattolica, la Fuci e il Partito Popolare.<br>Con tanto attivismo dove trovava il tempo per studiare? E infatti viene bocciato tra seconda e terza ginnasio; e poi altre due volte rimandato in latino. Eppure Pier Giorgio, una volta trasferitosi al liceo dei Padri Gesuiti di Torino, comincia a trovare nuovo senso nello studio, un orizzonte, un progetto: quello che una volta conseguita la maturit\u00e0 lo porter\u00e0 a iscriversi a Ingegneria mineraria, cio\u00e8 si immagina un futuro in cui potr\u00e0 lavorare per cercare di migliorare le condizioni dei minatori, forse i lavoratori pi\u00f9 poveri, quelli con l\u2019esistenza pi\u00f9 misera. Per uno come lui, affamato di cielo e di vette, immaginarsi di spendere la vita lavorativa nelle viscere della terra deve essere stato un<br>travaglio non da poco. Non a caso in francese, lavorare si dice travailler\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma intanto qualcosa si pu\u00f2 fare gi\u00e0 adesso. Con la carit\u00e0, indubbiamente. E in questo la San Vincenzo De\u2019 Paoli \u00e8 per lui un trampolino prezioso per tuffarsi in un impegno costante a favore dei poveri:<br>le sue tasche a fine giornata sono sempre vuote, entra nelle case dei bisognosi con rispettosa cordialit\u00e0 e umilt\u00e0 sincera, attento a non mettere mai in imbarazzo chi \u00e8 costretto all\u2019indigenza. Perch\u00e9 chi arranca sulla strada della vita, trova conforto in una mano che aiuta a superare un inciampo sul sentiero. E la forza che gli permette di aiutare gli altri la trova nell\u2019eucarestia:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><br>\u201cGes\u00f9 mi fa visita ogni mattina nella Comunione, io la restituisco nel misero modo<br>che posso, visitando i poveri\u201d.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Va a trovare il padre a Berlino e si presenta all\u2019ambasciata intirizzito dal freddo perch\u00e9 ha regalato il cappotto a chi non aveva niente per proteggersi dal gelo. Fa arrivare una donazione anonima di 500 lire alla San Vincenzo per permettere a un pover\u2019uomo di comprarsi un carretto da gelataio per guadagnarsi il pane.<br>Chiede a un\u2019amica di preparare in fretta e furia un corredino da beb\u00e8 da portare a una donna che ha appena partorito in una stamberga. Non ama \u201ci poveri\u201d, Pier Giorgio: ama \u201cogni povero\u201d, immagine di Cristo, sommo bene.<br>C\u2019\u00e8 poi un altro strumento per aiutare la povera gente: la politica. Se ne parla, la si respira in casa quasi quotidianamente grazie a pap\u00e0 Alfredo, che tra il lavoro di giornalista e quello di parlamentare avr\u00e0 costituito sicuramente un punto di riferimento per Pier Giorgio. Ma non da seguire pedissequamente: sono altri i compagni di avventura che lui sceglie, non i circoli liberali dove il nome di Frassati gli avrebbe aperto un lusinghiero cursus honorum.<br>Pier Giorgio sceglie l\u2019avventura di una formazione appena nata, giovane come lui, cristiana come lui, il Partito Popolare. L\u2019idea di una presenza cattolica nella vita politica del Paese lo coinvolge, lo appassiona fino allo struggimento di fronte alla partecipazione di uomini del suo partito al primo governo Mussolini.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo detto dell\u2019avversione verso il fascismo di suo padre e sua madre; e nel giugno del 1924 gli squadristi fanno irruzione in casa Frassati. Pier Giorgio non si tira indietro e li affronta: qualche colpo lo prende, qualche altro lo d\u00e0, e alla fine scaccia quelle canaglie.<br>Perch\u00e9 nell\u2019animo di Pier Giorgio c\u2019\u00e8 un istinto sanguigno.<br>A settembre del 1921 \u00e8 a Roma per il Congresso della Giovent\u00f9 Cattolica. Viene organizzata in quelle giornate una manifestazione pubblica, che sfila per le vie della citt\u00e0, con canti e stendardi. Beh, questi pericolosi facinorosi vengono caricati dalle Guardie regie, intenzionate a sciogliere la sediziosa adunata. Anche qui Pier Giorgio non si fa pregare e risponde all\u2019assalto per difendere la bandiera del suo circolo: risultato, viene arrestato con diversi suoi amici. E mentre attende la scarcerazione interviene a difendere un compagno di sventura aggredito da una guardia.<\/p>\n\n\n\n<p>Che razza di spirito a tratti indomabile fosse Pier Giorgio lo sapevano bene al circolo \u201cCesare Balbo\u201d della Fuci di Torino: dopo la nascita del governo Mussolini, invia al Consiglio direttivo del circolo una lettera\u2026<br>Per coerenza vi restituisco la tessera e il distintivo che non mi appartengono pi\u00f9; far\u00f2 parte dell\u2019ACI come socio della GCI che ha seguito in questa occasione una netta linea di condotta, perch\u00e9 Essa non pu\u00f2 ossequiare colui che come capo di Governo non sa porre un freno ai propri dipendenti e lascia che si violentino continuamente i circoli e i soci. Del resto, non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi, Ges\u00f9 Cristo stesso ha detto \u201ci figli delle tenebre sono pi\u00f9 scaltri dei figli della luce\u201d, ma ha detto anche \u201cguardatevi dai falsi profeti e dai lupi che [vengono] a voi sotto forma di<br>agnelli\u201d.<br>La frattura si ricompone, Pier Giorgio rientra, ma non si trattiene: nel 1924 si arriva all\u2019espulsione sua e dell\u2019amico Marco Beltramo per indisciplina, rei di aver animato a modo loro un convegno che gli sembrava troppo noioso.<\/p>\n\n\n\n<p>1924. \u00c8 l\u2019anno in cui brilla il carisma di Pier Giorgio come magnete di spiriti affini. Giovani che gli somigliano per passioni, speranze, modo di intendere l\u2019esistenza.<br>Marco, Isidoro, Laura, Tonino, Clementina, Gian Maria, Tina\u2026 sono compagni di fede, di preghiera. E di montagna. E proprio durante una delle scarpinate organizzate da Pier Giorgio \u2013 che cominciavano con la messa alle 4 e mezza del mattino \u2013 nasce la Societ\u00e0 dei Tipi Loschi, che ha una chiara ragion d\u2019essere: vivere in buon umore e serenit\u00e0 per dissipare dai cuori scrupoli e malinconia e poter cos\u00ec servire Dio in perfetta letizia. Ciascun membro, lestofanto e lestofantessa, si d\u00e0 un soprannome. Quello di Pier Giorgio \u00e8 Robespierre: pi\u00f9 che adatto per chi sar\u00e0 a capo della sezione dedita agli scherzi denominata \u201cTerrore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><br>\u201cFinch\u00e9 la fede mi d\u00e0 la forza, sempre allegro\u201d, \u201cVerso l\u2019alto\u201d, \u201cVivere senza una<br>fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la<br>Verit\u00e0, non \u00e8 vivere, ma vivacchiare\u201d.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><br>Sono motti, citazioni, esortazioni che hanno superato un secolo, per arrivare fino a noi. Hanno camminato le parole di Pier Giorgio, hanno attraversato il tempo e lo spazio, hanno segnato il cammino di tanti di noi in questa sala come pure una moltitudine di persone che non riusciamo a immaginare o contare.<br>Pensiamo a quelli che si presentarono alla chiesa della Crocetta il 6 luglio 1925: il giovane che correva sempre si \u00e8 spento il 4 luglio per una poliomielite fulminante; nessuno in casa si accorge che sta male, distratti dall\u2019agonia di nonna Linda, che muore un paio di giorni prima. Al funerale c\u2019\u00e8 un\u2019aria di lutto pesante, la spensieratezza dei Tipi Loschi \u00e8 stata abbattuta da un turbamento indicibile: perch\u00e9 Dio ci ha strappato Pier Giorgio? Perch\u00e9 il Signore ha rinunciato a tutto il bene che poteva fare? I suoi familiari sono scossi dal doppio colpo che la morte ha inferto alla famiglia.<br>Ma sono ancora pi\u00f9 sbigottiti dalla processione di gente, molti mai visti, tanti con indosso povere vesti, che riempiono ogni angolo della chiesa, che si affollano sul sagrato, che circondano la bara con le lacrime agli occhi e la riconoscenza nel cuore. Nel venire a sapere quanta misericordia era stata sparsa da Pier Giorgio, il<br>senatore Alfredo Frassati lascia uscire dalle sue labbra le parole pi\u00f9 dolorose per un genitore: \u201cIo non conosco mio figlio\u201d. \u00c8 il rimpianto che strazia un padre che non ha condiviso quanto di pi\u00f9 prezioso il sangue del suo sangue ha sperimentato nel suo cammino terreno: la gioia pura del dare la vita come dono per gli altri, come benedizione del Salvatore.<br>Ed ecco che tutto trova risposta.<br>I semi lanciati da Pier Giorgio germogliano e portano frutto, Dio non lo ha estirpato da questa terra, lo ha fatto fiorire. E ora il suo nome, la sua testimonianza, la sua santit\u00e0 superano le montagne. La vetta \u00e8 conquistata, la fatica \u00e8 stata  ripagata. Come egli stesso scrisse nel discorso pronunciato per la benedizione della bandiera del circolo Giovane Pollone (perch\u00e9 come in un sentiero ad anello tutto si ricongiunge, l\u2019inizio sposa la fine)\u2026<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>La nostra vita per essere cristiana \u00e8 una continua rinunzia, un continuo sacrificio, che per\u00f2 non \u00e8 pesante quando solo si pensi che cosa sono questi pochi anni passati nel dolore in confronto all\u2019eternit\u00e0 felice, dove la gioia non avr\u00e0 misura e fine, dove noi godremo di una pace che non si pu\u00f2 immaginare.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contributo che Pierluigi Vito ha proposto al Campo adulti del 20-22 settembre 2024 raccontando in immagini e parole la vita di Pier Giorgio Frassati e playlist di video utilizzabili per spiegare la figura.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2920,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[360,359],"class_list":["post-2919","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-settore-adulti","tag-campo-diocesano","tag-pier-giorgio-frassati","eq-blocks"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2919","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2919"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2919\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3081,"href":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2919\/revisions\/3081"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2920"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2919"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2919"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.acroma.it\/adulti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}