Incontro nazionale per presidenti parrocchiali, da Lazise una spinta al rinnovamento: partecipazione, territorio e nuove sfide

Pubblichiamo la testimonianza di Flaviano Bruno, presidente di San Roberto Bellarmino, che ha partecipato all’incontro nazionale di formazione per presidenti parrocchiali e consiglieri diocesani.

Roma – Un percorso di rinnovamento che parte dal territorio e punta a rafforzare l’identità associativa a tutti i livelli: è questo il cuore dell’incontro nazionale di Azione Cattolica svoltosi a Lazise dal 27 febbraio al 1° marzo 2026.

Tre giornate di confronto e lavoro che hanno coinvolto i responsabili associativi con un obiettivo chiaro: accompagnare il cammino verso il rinnovo dei Consigli, promuovendo un processo condiviso capace di unire il livello locale e quello nazionale. “Fidarsi, condividere, generare” è la linea guida di un progetto che mira a prendersi cura dei responsabili e a rafforzare la missione della Chiesa nei territori.

Al centro della riflessione, la necessità di tradurre la fede nella vita quotidiana. Riprendendo le indicazioni di Papa Francesco, i relatori hanno sottolineato l’urgenza di “mettere corpo nelle parole”, superando una religiosità formale e rilanciando una presenza concreta nelle periferie esistenziali. Dopo il calo di partecipazione seguito alla pandemia, l’invito è a ripartire con umiltà, andando incontro soprattutto a chi si è allontanato.

Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto con i giovani, sempre più distanti dal linguaggio ecclesiale tradizionale. La sfida, è emerso, consiste nel saper ascoltare prima ancora di proporre, creando spazi di dialogo autentico e nuove forme di partecipazione. L’evangelizzazione, oggi, passa anche dalla capacità di generare domande e di testimoniare in modo credibile che il Vangelo è ancora capace di incidere nella realtà.

Non meno rilevante il tema della comunicazione e dell’organizzazione interna. Tra le criticità emerse, l’inefficienza dei contatti digitali – con solo il 40% delle email correttamente recapitate – e la necessità di rafforzare il senso di appartenenza, promuovendo il tesseramento anche tra gli adulti più anziani e mantenendo aperte le adesioni durante tutto l’anno.

I dati nazionali confermano la capillarità dell’Azione Cattolica: 280 mila soci distribuiti in oltre 4.900 associazioni su 214 diocesi italiane. In questo quadro, spicca un caso significativo per la diocesi di Roma: l’associazione di San Roberto Bellarmino, che con oltre 400 soci si colloca tra le più grandi realtà parrocchiali di base (ATB) del Paese.

Si tratta di un risultato storico: è infatti la prima associazione della diocesi di Roma a raggiungere tali dimensioni, entrando di diritto tra le eccellenze associative nazionali. Un traguardo ancora più significativo se si considera che è stato raggiunto in una singola parrocchia, a differenza delle altre grandi realtà associative nazionali che aggregano invece più comunità locali (ATB).

L’esperienza di San Roberto Bellarmino diventa così un modello di vitalità associativa e radicamento territoriale, capace di dimostrare come anche una singola parrocchia possa esprimere una presenza forte, partecipata e incisiva nella vita della Chiesa e della società.