L’archivio storico dell’Ac di Roma: un progetto di riordino e valorizzazione

di Carlotta Bendetti

Ringraziamenti 

    Anche se di solito non si parte dai ringraziamenti, credo che sia giusto invece iniziare ringraziando la Presidenza diocesana e tutte le persone del gruppo di lavoro sulla storia dell’AC di Roma e della segreteria diocesana che in questi anni si sono occupate da vicino del lavoro sull’archivio. 

    Come è stato ben evidenziato dall’intervento che mi ha preceduto gli archivi conservano patrimoni che davvero possiamo definire inestimabili e che sono legati a doppio filo con il territorio: spesso anche quella che ci sembra una lettera di poco conto o un resoconto di una delle nostre tante riunioni possono diventare strumenti di ricerca importanti per capire la storia del luogo e del tempo che abitiamo. 

    Il racconto degli interventi sull’archivio storico diocesano 

      Mi sembra opportuno fornirvi qualche dato più archivistico su cosa è conservato nel vostro archivio storico e su quali progetti abbiamo realizzato in questi anni, progetti che hanno permesso di rendere fruibile la documentazione. L’Archivio Storico dell’Azione Cattolica di Roma conserva il materiale documentario prodotto dall’AC diocesana da1 1889, anno di attestazione delle prime attività della Società della Gioventù Cattolica (poi GIAC) fino al tempo presente. Si tratta di documentazione prodotta in oltre 150 anni di storia da un’associazione che, come abbiamo sentito, ha avuto sempre un ruolo di primo piano nella vita della Chiesa romana e anche della società civile della Capitale. 

      Per questo motivo, la Presidenza diocesana già a partire dal 2020 ha deciso di intraprendere un percorso di riordino e valorizzazione della propria memoria storica e dell’archivio in particolare, consapevole del fatto che la storia dell’associazione è capace ancora oggi di parlare al cuore delle persone. 

      Si è quindi deciso, anche sull’esempio di altre associazioni diocesane, come quella di Gorizia, di provare a partecipare al bando del Ministero della Cultura per la concessione di contributi a progetti riguardanti interventi da effettuarsi su archivi dei movimenti politici e degli organismi di rappresentanza dei lavoratori o di loro esponenti. A seguito del finanziamento ottenuto nel giugno 2023 è stato possibile iniziare il lavoro sull’archivio, a partire dalla definizione di ciò che effettivamente è conservato. È stato quindi possibile individuare le serie e sottoserie di cui si costituisce l’archivio e definire un elenco di consistenza, in cui sono indicate il numero delle buste, il numero dei fascicoli contenuti in ogni busta e il periodo cronologico di riferimento. 

      Il materiale attualmente risulta suddiviso nei seguenti fondi, che come si vede, rispecchiano appieno la storia e l’evoluzione dell’Azione Cattolica (si passa quindi dai 4 rami alla struttura dell’AC che ben conosciamo). 

      Gioventù Femminile (GF), 76 buste (1919 – 1969)

      Gioventù maschile di Azione Cattolica (GIAC), 40 buste ordinate (1889-1969)

      Giunta Diocesana, 17 buste (1950 – 1969)

      Unione Uomini di Azione Cattolica (UU), 9 buste (1951-1974)

      Unione Donne di Azione Cattolica (UD), 4 buste (1915-1931-1970)

      Presidenza diocesana, 119 buste divise nelle seguenti serie: Presidenza e Consiglio diocesani, Settore Adulti, Settore Giovani, Azione Cattolica dei Ragazzi (ACR), Movimento Studenti di AC (MSAC), Movimento Lavoratori (MLAC), Movimento Maestri (1970 – 1990)

      Assistenza Minorenni Traviati (AMIT), 23 buste (1945-1981)

      Stendardi e diplomi, 38 pezzi (1926-1965)

      La documentazione si estende per un totale di circa 35 metri lineari (l’unità di misura con cui si indica la consistenza degli archivi) di documenti conservati in circa 240 unità di conservazione, comprendenti anche registri e libri contabili.  

      Grazie a questo primo finanziamento è stato anche possibile procedere al riordino del fondo Gioventù Femminile con un’analisi dettagliata del contenuto e a un eventuale ricondizionamento (cioè sostituzione di cartelline e faldoni usurati) del materiale conservato.

      Una tappa importante di questo percorso è stato il riconoscimento del valore storico dell’archivio; il 4 gennaio 2024 la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio ha, infatti, trasmesso il decreto di dichiarazione di interesse storico particolarmente importante dell’Archivio. Questa la motivazione: «in quanto testimonianza della presenza incisiva dell’Azione cattolica di Roma nella vita civile della storia sociale, politica, religiosa della città di Roma dal 1889 ad oggi. Si tratta di documentazione prodotta in oltre 150 anni di storia da un’associazione che ha avuto sempre un ruolo di primo piano nella vita della Chiesa romana e anche della Capitale».

      Si è poi proseguito il lavoro sui fondi Unione Donne (UD) e Unione Uomini (UU) grazie al finanziamento ottenuto ai sensi dell’art. 35 del Codice dei Beni Culturali nel giugno 2024; si è condotto su questi fondi un lavoro simile a quanto fatto sul fondo Gioventù Femminile nel 2023. 

      Entrambi questi lavori di riordino e schedatura hanno permesso di avere un quadro più completo della documentazione disponibile presso l’archivio sia per quanto riguarda il ruolo delle donne e il loro contributo alla vita sociale e religiosa, anche tenendo presente la recente beatificazione di Armida Barelli, sia per quanto riguarda la partecipazione laicale alla vita del paese negli anni 1930-1970.

      Nei singoli fondi è possibile trovare i verbali delle riunioni delle presidenze, dei consigli, degli uffici, carte relativi all’amministrazione dell’associazione e alle attività organizzate dai vari rami; ad esempio nella busta 1 dell’Unione Uomini si trova la corrispondenza, delle circolari e carte relative alle gare di cultura religiosa, oppure nella busta 4 dell’Unione Donne si trovano i verbali delle adunanze delle presidenti. 

      Per ogni fondo si è proceduto alla descrizione del materiale conservato secondo gli standard archivistici internazionali ISAD(G) e ISAAR(CPF) fornendo una nuova numerazione alle unità di conservazione (buste) e ai fascicoli.

      Sono stati evidenziati nella descrizione del materiale: il titolo dell’unità archivistica, il contenuto, le date di inizio e fine, altre indicazioni ritenute utili per la storia dell’associazione. In alcuni casi, lì dove la documentazione risultava di particolare interesse secondo le indicazioni della Presidenza diocesana, si è proceduto ad una descrizione più approfondita di alcuni fascicoli. Per rispettare l’ordinamento originario dell’archivio, la documentazione è stata lasciata nella maggior parte dei casi nella posizione in cui si trovava, per evitare interventi troppo invasivi sulle carte.  Lì dove si è ritenuto necessario, sono state sostituite le cartelline dei fascicoli e eventuali faldoni in cattivo stato di conservazione, procedendo quindi ad un ricondizionamento fisico dei documenti. Come da progetto inoltre sono state acquistate nuove scaffalature che hanno permesso di sostituire alcuni vecchi armadi non idonei alla conservazione, migliorare la sicurezza e rendere più agevole la disposizione del materiale in un unico ambiente.

      A cosa serve lavorare sull’archivio storico?

        L’attività di valorizzazione dell’archivio storico dell’Ac di Roma nasce dal desiderio di recuperare la memoria dell’associazione diocesana, su cui si è iniziato a lavorare già in occasione dei 150 anni dell’AC, e si colloca all’interno di un percorso portato avanti anche a livello nazionale: in occasione del webinar sugli archivi storici delle associazioni diocesane del 24 settembre scorso è stato presentato il lavoro fatto dall’AC di Roma. Inoltre, il materiale dell’archivio è stato già utilizzato in articoli scientifici e anche negli articoli sull’Ac e il Giubileo che stanno uscendo in questo periodo periodicamente sui canali social dell’Ac nazionale. 

        Proprio per far sì che questi strumenti siano consultati e di tutti, tutto il materiale prodotto è a disposizione sul sito dell’AC (in particolare nella sezione La Storia, https://www.acroma.it/storia/), dove si trovano, tra l’altro, anche tutti i numeri digitalizzati di “Gigli e Spighe”, il giornalino mensile della Gioventù femminile dell’Azione cattolica di Roma pubblicato dal 1927 al 1958. L’archivio è aperto al pubblico, su richiesta, in orari di apertura del centro diocesano. 

        Conservare e rendere accessibile la documentazione permette di offrire un importante strumento di ricerca a studiosi che vogliono lavorare sul movimento cattolico in Italia e in area romana in particolare; dall’altra può essere interessante per la stessa diocesi di Roma conoscere la storia di un’associazione che ha rappresentato da sempre un ruolo primario nella vita ecclesiale; infine associazioni parrocchiali, soci, ex soci e anche solo simpatizzanti possono ricollegare la loro esperienza con quella del passato e trarre spunti di pastorale creativa per il nostro tempo.

        Spesso infatti queste carte polverose sono un importante strumento di promozione associativa, perché non solo gli adultissimi ma anche i bambini e i ragazzi dell’Acr si meravigliano nel trovare qualche testo che parli della loro parrocchia e chissà magari persino dei propri genitori. 

        Infine, non va dimenticato il valore formativo ed educativo dell’archivio: sono stati già realizzati e continua ad essere possibile fare dei progetti PCTO (ex Alternanza scuola-lavoro) con studenti delle scuole superiori, dando loro l’occasione di toccare materiali che forse vedono per la prima volta e recuperare il valore della storia e della produzione di documenti cartacei. 

        Proprio per questo un lavoro di questo tipo ha bisogno di professionisti che lo portino avanti, ma soprattutto della passione e della partecipazione di tutta l’associazione. Molto del materiale che è stato ritrovato in archivio, infatti, è stato prodotto dall’associazione a livello diocesano ma c’è anche tantissimo materiale prodotto dalle associazioni parrocchiali che vale la pena conservare. È quindi importante la collaborazione davvero di tutti (associazioni parrocchiali, ma anche chi non aderisce più) che possono contribuire ad accrescere la conoscenza dell’associazione non solo con il racconto ma anche donando materiale che altrimenti andrebbe perduto. 

        I prossimi passi

          Il progetto ovviamente non si ferma qui, visto che ci sono ancora diversi fondi da descrivere e molto materiale da raccogliere. 

          Una prima attività che si sta portando avanti è quella di recuperare il materiale documentario prodotto dall’ACR, e aggiornare l’elenco di consistenza con questa nuova documentazione. 

          Un secondo passo sarà quello di provare a partecipare di nuovo ai bandi del Ministero della Cultura per ottenere finanziamenti che permetterebbero di schedare il fondo GIAC, completando così la schedatura e descrizione della documentazione dei 4 rami dell’Ac prima del 1969, e il fondo AMIT, su cui sentiremo a breve un intervento. Per quanto riguarda la GIAC (su cui va detto si sta già lavorando) si tratta del materiale più antico conservato e esistono due “volumoni” con la descrizione analitica dei documenti conservati nelle buste 1-16 (le più antiche), segno di un precedente lavoro di riordino e descrizione avvenuto dopo il 1958, molto preziosi perché spesso contengono riferimenti a documenti non più conservati. 

          Speriamo di aggiornarvi in un prossimo convegno!