50 candeline per 50 desideri!

Come ben sapete, all’ACR i ragazzi sono protagonisti! Come ci ha insegnato il sinodo dei ragazzi (https://acr50.azionecattolica.it/lightup-ragazzi-in-sinodo) possono darci una mano a leggere la realtà, attraverso il loro punto di vista. Ecco perché abbiamo bisogno del loro contributo per il documento assembleare diocesano, vogliamo sapere cosa vogliono i ragazzi di Roma dall’ACR per questo nuovo triennio associativo. Specialmente quest’anno in cui l’ACR compie i suoi primi 50 anni!

Per arrivare a ciò vi proponiamo di preparare con i vostri ragazzi e portare per la Carovana della Pace una candelina (che farà parte del salvadanaio a forma di porzione di torta), simbolo della festa di compleanno dell’ACR. Legato a questa candelina, con uno spago o con un altro metodo simile, dovrà esserci un foglietto con scritte 3 o 4 frasi che riassumono i desideri dei ragazzi della vostra parrocchia per l’ACR. Per desiderio si intende cosa il ragazzo/a sogna che sia l’associazione e quali sono secondo lui/lei i contributi che l’ACR può dare alla nostra città.

Una volta raccolti tutti i fogli dalle varie parrocchie che parteciperanno alla carovana, tutti i desideri dei ragazzi verranno uniti insieme e riordinati in modo da diventare un’appendice al prossimo documento assembleare. In questo modo, la loro voce diverrà parte del documento che indirizza e guida l’AC di Roma per i prossimi tre anni.

Vi proponiamo inoltre, delle piccole attività da fare in parrocchia prima della realizzazione della candela, per far riflettere i ragazzi su cosa può dare l’AC a loro e alla comunità.

Una fede da toccare con mano – l’immagine di Gesù che ho scoperto all’ACR

I ragazzi iniziano l’attività ponendosi alcune domande sulla propria immagine di Dio, nata dal racconto di qualcuno, dalla loro immaginazione, dall’ascolto della Parola, dalle esperienze fino ad ora vissute all’ACR (ad esempio: • Chi mi ha parlato di Dio la prima volta? • Che cosa mi ha fatto conoscere di Lui? • In cosa Dio mi somiglia? • Com’è il suo volto per me?). Dopo una breve discussione di gruppo, i ragazzi riflettono su come Gesù, volto umano di Dio, abbia condiviso molte delle loro esperienze. Gesù insomma, ha sì delle caratteristiche che lo contraddistinguono, ma la sua infanzia non è poi così diversa da quella di tutti noi. All’immagine di Gesù che scaturisce da ciò che i piccoli portano con sé si aggiungono gli elementi che possiamo dedurre dalla lettura della Parola di Dio (ad esempio: Gv 1, 18; Lc 2, 1-7, 25-39 e 41-52; 3, 21-22 e 23-38; Gv 2, 13-22). Al termine della lettura o delle letture, ogni ragazzo realizza il “libro tattile” della fede. Per la realizzazione sono necessari uno o più fogli di cartoncino in formato A3, piegato in quattro parti e materiali diversi da poter scegliere (lana, foglie, ovatta, corteccia d’albero, pietre, ecc.). Ogni ragazzo viene così invitato a scrivere alcune caratteristiche di Gesù, abbinando ogni caratteristica ad un materiale che aiuti a concretizzare l’idea (ad esempio: “All’Acr ho scoperto che Gesù è… accogliente” può essere abbinato ad un pezzo di ovatta).

La porta della Fede – come sono cresciuto nella preghiera in ACR

La preghiera accoglie la vita, raccoglie le istanze di relazione e di solidarietà dei fratelli attraverso l’esperienza della comunità, non astrae ma concretizza, non distrae ma concentra sull’Altro/altro (1Gv 4). Essa può essere simbolicamente raffigurata attraverso l’immagine di una porta. La natura di questa porta dice molto della nostra interiorità. Si può stimolare la creatività dei ragazzi con alcune provocazioni, ad esempio:

• è una porta chiusa? Vuol dire che la preghiera ci chiude in noi stessi?

• è una porta aperta? Vuol dire che nella nostra preghiera c’è spazio per l’altro?

• è una porta ad anta con maniglia, magari chiusa a chiave? Vuol dire che la preghiera necessita di un momento particolare o di qualcuno che la apra?

• è una porta allarmata? Vuol dire che l’apertura di questa porta suscita una paura?

• è una porta che cigola? Vuol dire che faccio fatica a fare silenzio dentro di me, azione propedeutica a quella dell’ascolto?

Nella condivisione, viene chiesto ai bambini e ai ragazzi anche di provare a riflettere su come l’ACR li abbia aiutati a crescere nella / con la preghiera. Non si cresce infatti soltanto maturando una capacità “pratica” che fa seguito ad un bisogno, quello di aprirsi all’ascolto della Parola e al dialogo con il Signore, personale e comunitario; si cresce piuttosto anche con la preghiera, che fa di ciascuno un essere costantemente in relazione che non può bastare a sé stesso. È qui che trova terreno fertile l’urgenza della carità.