Carissimi,
con gioia vi comunichiamo che l’AC di Roma ha due nuovi Assistenti!
Il Cardinale Vicario ha nominato Don Antonio MAGNOTTA Assistente Ecclesiastico Diocesano dell’Azione Cattolica di Roma e Don Matteo COLUCCI Assistente Ecclesiastico Diocesano del Settore Giovani dell’Azione Cattolica di Roma.
Pubblichiamo di seguito una lettera che il nuovo Assistente Unitario ha voluto dedicare a tutta l’AC di Roma, sottolineando tra le altre cose come l’Azione Cattolica sia stata per lui sempre un riferimento nel suo cammino spirituale.
Roma, 18 Luglio 2026
Carissime e carissimi amici dell’AC di Roma,
come un regalo della Chiesa e del Signore ho ricevuto dal Cardinale Vicario la proposta di essere assistente unitario di tutta la nostra associazione diocesana.
L’ho accolta come “una carezza” del Signore per una realtà che ho servito nell’ACR come vice assistente dal 2001 al 2007, ma che ha accompagnato continuamente il percorso dei miei trent’anni di sacerdozio a tal punto che molti, scherzando, mi dicono che l’AC è il “vero amore” del mio ministero sacerdotale. Non vi nascondo che così è stato: fin da giovanissimo viceparroco ho fatto dell’AC un riferimento sicuro del mio cammino; l’ho voluta nelle parrocchie dove sono stato parroco ( San Corbiniano e San Roberto Bellarmino), con molta determinazione e ho sempre portato nel mio cuore una stima grande per la nostra realtà associativa.
Mi sono sempre chiesto perché non ho potuto fare a meno dell’AC nel mio servizio e ho sempre trovato la risposta in alcuni pilastri che hanno ispirato il mio percorso.
Innanzitutto ho conosciuto, in Centro Diocesano e girando le parrocchie, laici ed educatori genuini, limpidi nell’intenzione, appassionati, con un amore bello per la Chiesa che mi ha sempre commosso e convinto. Ho conosciuto laici di Ac disinteressati e autenticamente credenti.
Mi ha appassionato vedere un amore per l’edificazione delle comunità. L’AC mi ha dato sicurezza perché ha sempre a cuore la cura delle relazioni, della fraternità convinta che dove c’è cordialità c’è Vangelo e l’ho sempre vista nelle parrocchie capace a dare il suo contributo, con una stabilità affidabile, al senso di comunione.
Mi ha convinto perché non ha mai sposato la ricerca del “fuoco d’artificio”, ma la passione umile della ferialità discreta e silenziosa, mi ha dato sicurezza perché porta con sé un metodo di catechesi, che grazie a Vittorio Bachelet, ha messo al centro i ragazzi facendo dell’AC una realtà che ha saputo tradurre con vivacità sicura il documento base della catechesi dei nostri Vescovi dopo il Concilio.
Per me cominciare ora il servizio di assistente unitario è il modo per dire grazie all’AC per ciò che con abbondanza costante mi ha regalato.
Vorrei salutare tutti promettendo di metterci passione e cuore e di sostenere l’associazione volendo essere un compagno di viaggio per condividere con voi esperienze belle, crescere nella fede condividendo la forza della Parola e della relazione con il Signore.
Voglio salutare tutti, gli accierrini per primi certi di attingere dalla “fede adulta” dei bambini, i giovanissimi e i giovani che ci sono con le loro risorse e sanno dare visibilità al bene che si portano dentro, agli adulti e agli adultissimi che esprimono una paternità e maternità sempre generativa nelle nostre comunità.
Mi affido alla Presidenza e al Consiglio perché mi aiutino a stare al fianco dell’associazione e a sentirci tutti insieme Popolo che cammina verso il Signore, crescendo come uomini e donne di Chiesa.
Grazie al nostro Presidente e nell’abbraccio a lui sento di abbracciare tutti davvero.
Grazie a Don Eugenio per come ha servito l’associazione con determinazione, per averla fatta crescere e per aver donato una bella testimonianza sacerdotale; mi è molto piaciuta la sua lettera di saluto e le sue parole le considero una bella consegna anche per me.
Grazie agli assistenti, don Alfredo e don Stefano, veri amici e a don Matteo con cui comincio il servizio: con loro sono certo che testimonieremo una bella fraternità sacerdotale! Dietro di me ci sono stati bravi assistenti unitari, il Vescovo, nostro don Paolo Selvadagi che mi ha fatto conoscere da ragazzo l’AC, Don Sergio Bonanni con cui siamo stati in presidenza alcuni anni quando era vice assistente adulti e voglio ricordare con affetto grande don Alberto Fusi che era assistente quando ero in centro diocesano. Mi accolse con tanta stima e mi disse: porterai nella tua faretra di sacerdote il tesoro che è l’Azione Cattolica e l’ACR. Mi ha sempre voluto bene e dal Cielo gli chiedo di sostenerci.
Mi auguro che per me l’AC continui ad essere una esperienza feconda di amicizia tra laici e sacerdoti. Vi voglio bene e da ieri siete nella mia preghiera e nel mio cuore; ci vedremo presto nelle vostre parrocchie e nei nostri incontri diocesani.
Grazie della vostra accoglienza,
don Antonio